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Efficienza, coperto il 60% dell'obiettivo nazionale

L’Enea, ha presentato ieri a Roma, il rapporto annuale Efficienza Energetica che fotografa una situazione dove l’Italia risulta capace di migliorare nel 2012 l’indice di efficienza energetica per l’intera economia di circa 1 punto percentuale rispetto al 2011.
I risparmi energetici conseguiti sono superiori di quasi il 30% rispetto al 2011 e pari al 60% dell’obiettivo fissato dal PAEE per il 2016. Nello specifico grazie agli interventi previsti dal Piano d’azione italiano per l’efficienza energetica (PAEE) si per il 2012 si registrano oltre 73.000 GWh/anno i risparmi energetici complessivi.
Rispetto al 2005, anno di introduzione del meccanismo dei Certificati Bianchi, l’intensità energetica è diminuita del 7,8%. Infatti, a fronte della netta contrazione del PIL del 2,5%, la domanda di energia primaria nel 2012 ha registrato una flessione del 4,3%, scendendo a 176,35 Mtep con un valore dell'intensità energetica primaria che nel 2012 è stato pari a 126,96 tep/M€2005, il che significa una flessione di 1,8% rispetto al dato del 2011.
Buona parte del risparmio conseguito, nello specifico nella misura dell’80%, è merito dei settori industria e residenziale.
L’adozione di tecnologie più innovative riguardanti l’impiantistica di supporto e i processi produttivi, nonché , i motori elettrici ad alta efficienza, la cogenerazione ad alto rendimento, il recupero di calore dai processi produttivi e l’efficientamento energetico sono stati determinati affinché il settore industriale raggiungesse questi risultati. Mentre il settore dell’edilizia, per quanto riguarda l’efficienza energetica, ha ricevuto un grande apporto dalle nuove tecnologie riguardanti l’impiantistica residenziale e dai nuovi materiali ad alte prestazioni, come quelli per l’involucro edilizio.
Ovviamente per il residenziale un grande ruolo lo hanno avuto le detrazioni fiscali del 55%, che hanno permesso interventi di recupero e riqualificazione degli edifici, riguardanti oltre il 65% degli investimenti, per un risparmio di circa 9.000 GWh/anno, raggiungendo il 75% degli obiettivi del PAEE.
Un numero su tutti, le pratiche che l’ENEA, organismo deputato a ricevere le richieste di detrazione fiscale (quest’anno del 65%), ha ricevuto dal 2007 al 2012, sono 1.500.000
Nonostante la crisi economica abbia rallentato drasticamente il rinnovo del parco automobilistico, il settore dei trasporti, ha registrato anch’esso risparmio complessivo con circa 6.500 GWh/anno, grazie ad un miglioramento delle tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica.
Solo il settore terziario per il momento non mostra progressi degni di nota, ma restano margini di miglioramento grazie alle disposizioni contenute nel Decreto Certificati Bianchi e al nuovo Conto Termico.
Altro settore d’intervento dove razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi è quello della Pubblica Amministrazione, in particolare tra le maggiori potenzialità figurano l’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio storico.
Il Direttore Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico, Sara Romano, ha osservato che se questo trend di crescita fosse mantenuto saranno raggiunti gli obiettivi al 2016, molto vicini saranno gli obiettivi 2020. In ogni caso resta indispensabile eliminare le barriere che ancora bloccano gli investimenti e l'utilizzo di risorse di fondi come quello Kyoto o i Programmi Operativi Interregionale (POIn). La stabilità normativa del settore è un altro supporto su cui bisogna impegnarsi per permettere alle imprese di presentare progetti bancabili”.
Ammonta a circa 20 miliardi di euro il risparmio ottenuto nell’ U.E grazie alla completa attuazione della direttiva sull'efficienza energetica (27/2012), che sarà recepita in Italia tra giugno e luglio. Il costo annuale di investimento necessario per l'adozione delle misure, stimato in circa 24 miliardi, sarà più che compensato dai risparmi derivanti da minori costi per investimenti nella produzione e distribuzione dell'energia (6 miliardi l'anno) e per acquisti di combustibile (38 miliardi l'anno).